Gilberto Mora
È con grande tristezza che la Compagnia del Cioccolato dà notizia della scomparsa del suo presidente Gilberto Mora. La grave malattia che lo aveva colpito alcuni mesi fa ha infine avuto la meglio.
Gilberto Mora ha attraversato la sua vita con una curiosità rara, capace di intrecciare mondi anche lontani tra loro, il cinema, il teatro, la comunicazione, la gastronomia, e di portare in ognuno di essi la stessa passione autentica. Chi lo ha conosciuto lo ricorda così, prima ancora che come Presidente della Compagnia del Cioccolato, come un uomo che sapeva ascoltare, raccontare e trasmettere quello che sapeva con generosità.
Ma se c’è una cosa che più di ogni altra ha definito il suo percorso, è stato il cacao. È diventato il filo conduttore della sua vita, la missione a cui ha dedicato energie, tempo e passione per oltre vent’anni.
Tutto cominciò nel 2000, quando tredici soci bolognesi, fra cui lui, fondarono “la Tavoletta”, delegazione locale dell’Associazione. Da lì il suo impegno crebbe rapidamente, tanto che poco dopo Gilberto ne divenne presidente nazionale, succedendo a Roberto Bava, cofondatore nel 1995.
Sotto la sua guida la Compagnia iniziò un percorso di crescita costante. Organizzò e promosse corsi, degustazioni, master, concorsi ed eductour, formando numerosi Chocolate Taster, i sommelier del cioccolato, e portando avanti lo scopo che si era prefissata fin dall’inizio, quello di diffondere la cultura del cioccolato di qualità, avvicinando cittadini e gourmet e spingendo gli stessi produttori italiani a migliorarsi attraverso il Premio Nazionale Tavoletta d’Oro, annualmente dedicato ai migliori cioccolati nazionali.
Quella stessa divulgazione però non gli bastava, non voleva fermarsi alla tavoletta finita. Voleva capire da dove venisse davvero il cioccolato, e questo lo portò ad approfondire con crescente dedizione le origini e le genetiche del cacao. Visitò più volte, insieme a delegazioni tecniche, le piantagioni del Venezuela, dove costruì legami autentici con gli agronomi locali, tenendo relazioni e lezioni nelle loro università e in Italia. Fu un impegno che il Ministero dell’Agricoltura venezuelano e l’Università di Mérida vollero riconoscere ufficialmente, ma che per chi lo conosceva era prima di tutto il segno di una curiosità e di un rispetto per il lavoro altrui non comuni.
Fu proprio da quel lavoro sul campo che nacquero le collaborazioni più preziose. Grazie a lui, molti dei migliori cioccolatieri italiani hanno potuto lavorare con partite pregiate di cacao Criollo, provenienti da piccole piantagioni sudamericane che Gilberto stesso aveva selezionato una per una. Dai loro semi, trasportati in Italia, sono nati cioccolati, creme e praline che hanno contribuito a rendere l’arte cioccolatiera italiana ammirata nel mondo.
Chi gli è stato vicino in questi anni ha condiviso con lui impegni, preoccupazioni, degustazioni memorabili e molte soddisfazioni.
Lo ricordiamo così, con la gratitudine di chi ha avuto il privilegio di camminargli accanto.
La Compagnia del Cioccolato e tutti i suoi amici.
Bagnarola di Budrio (Bologna), 17 agosto 2026
17 agosto 2026